Tuesday, May 29, 2007

SEGNI DEI TEMPI - SIGNS OF TIMES



Chi tra voi non ha mai visto il celebre film di Alfred Hitchcock "Gli Uccelli" nel quale era narrata la rivolta degli uccelli contro gli esseri umani? Anche nel film la specie presa come protagonista era il "corvus corone cornix", la familiare cornacchia romanesca che ormai noi cittadini di Roma siamo abituati a trovare saltellante in ogni parco verde della città.

Cosa è accaduto di nuovo e di recente che mi spinge a condividere la notizia? La cosa nuova è che questi grandi uccelli quasi domestici nelle nostre grandi città si sono fatti più intraprendenti, meno paurosi, più sfrontati, dispettosi, quasi gradassi. Più volte ho notato come sono loro stessi, non provocati, a cercare la sfida con l'essere umano, a mettersi di mezzo alla strada ed ad osservarti direttamente negli occhi, quasi a voler provocare una nostra azione nei loro confronti.

Ed è la notizia del giorno che a Roma, nel quartiere di Monteverde (ma non solo in quella zona) i corvi hanno preso l’abitudine di volare sulla testa delle persone e di beccare in mezzo alla testa del passante.

I naturalisti ed i responsabili dei bio-parchi (quello di Roma nel nostro caso) tendono a minimizzare, dando la ragione del comportamento di questi bipedi alati alla stagione dei parti, delle nascite dei loro piccini: per protezione ecco che i novelli genitori si fanno più guardinghi e meno tolleranti nei nostri confronti.

Da parte mia io non posso fare a meno di notare la grande quantità di rifiuti giornalieri che vengono prodotti dalla cittadinanza delle grandi metropoli e dal modo a volte (troppo spesso) non accurato con cui tali rifiuti vengono rimossi dagli automezzi di pulizia. Una vera "grazia del cielo" per i pennuti nuovi abitanti delle metropoli, che trovano tavole riccamente imbandite per loro a tutte le ore dei giorni.

Si fa sempre più attuale e più pressante la profezia del capo indiano Seattle della tribù Suwamish, quando nel 1854 in risposta alla proposta fattagli dal "grande bianco" presidente americano Franklin Pierce del New Hampshire di vendere a lui la terra ed il cielo ove loro vivevano. Ora non importa molto se questa versione è quella originale oppure solo una versione postuma del professore Ted Perry dal Texas, come parte di una sceneggiatura cinematografica. Questo il testo della parte finale:

“Ciò che accade alla terra, accade ai figli della terra. L’uomo non tesse la tela della vita. E’ solo un filo di essa. Qualsiasi cosa egli faccia alla tela, lo fa a se stesso. Anche l’uomo bianco, il cui Dio cammina e parla con lui come fossero amici, non può esentarsi dal destino comune.

“Potremmo essere fratelli, dopo tutto. Dovremmo vedere. Una cosa sappiamo, che l’uomo bianco potrebbe un giorno scoprire che il nostro Dio è lo stesso Dio.

“Potreste pensare ora che tu possiedi Lui così come vuoi possedere la nostra terra. Ma non puoi. Egli è il Dio dell’uomo, e la Sua compassione è uguale per il pellerossa e per il bianco. Questa terra è preziosa anche per Lui. E danneggiare la terra vuol dire ammucchiare disprezzo per il suo Creatore. Anche i bianchi non ci saranno più, forse accadrà prima a loro che ad altre tribù. CONTAMINATE I VOSTRI LETTI E UNA NOTTE SOFFOCHERETE NEI VOSTRI RIFIUTI.

“Ma nella vostra morte brillerete lucenti, infuocati dalla forza del Dio che vi ha portati su questa terra e per qualche scopo speciale vi ha dato dominio sulla terra e sui pellerossa. Questo destino è un mistero per noi, perché non comprendiamo… quando il bufalo selvaggio sarà massacrato, i cavalli selvaggi addomesticati, gli angoli segreti della foresta violati e la vista delle colline rovinata dai cavi parlanti, cosa resterà? Sarà la fine della vita e l’inizio della sopravvivenza.

“Ma siamo selvaggi… e non comprendiamo”.

Questa la sua risposta, bella e luminosa, come doveva essere anche la sua mente ed il suo corpo, agili e scattanti all’unisono. Come caldo e sensibile doveva essere il suo cuore. Un esempio per tutti noi.

Marco

http://www.repubblica.it/2007/05/sezioni/cronaca/cornacchie-roma/cornacchie-roma/cornacchie-roma.html

http://www.halcyon.com/arborhts/chiefsea.html

http://www.synaptic.bc.ca/ejournal/wslibrry.htm


FOR THE ENGLISH VERSION:

SIGNS OF TIMES

Who is the one among you that ever have seen the famous film by Alfred Hitchcok “The Birds” where it was told the rebellion of birds against human beings? Also in the film the species that was taken as main character was the crow “corvus corone cornix”, the so familiar roman crow that we citizens of Roma are usual at last to find skipping in every green park of the city.


What did happen of new and recently that push me to share the new? The new if that these big birds almost domestic in our big cities are become more enterprising, less timorous, more impudent, spiteful, almost boaster. More times I noticed they themselves, not being provoked, to look for the challenge with human being, to put themselves in the center of street and to start to stare at you directly inside your eyes, maybe wanting to provoke our reaction towards them.

And it is the new of the day that in Rome, in the block called Monteverde (but not only in that area) the crows have got the habit to fly on the people’s heads and to squabble just in the middle of the passer-by heads.


Naturalists and green zoo’ responsibles (at least the one in Rome in this case) minimize the event, explaining this behaviour of the “flying two feet” because of the births’ season, of the births of new puppies: to protect them here the new parents become more cautious and less tolerant towards us.

By my side I can only notice the huge quantity of daily rubbish that are produced by citizens of big metropoles and the not accurate way that sometimes (too many times) that these rabbish are removed by the cleaning busses. A real “manna from sky” for the feathered new citizens of the metropole, that find really sumptuously decked tables for them at all hours of days.

It is more and more actual and more and more pressing the prophecy of indian chief Seattle of tribe Suwamish, when in 1854 he answered to the proposal offered him by the “big white” american president Franklin Pierce of New Hampshire to sell him the ground and the sky where they were living. Now it is not important if this version is the original one or only a later version of professor Ted Perry from Texas, as a part of a movie screenplay. This one the text of the final part of it:

“Whatever befalls the earth befalls the sons of the earth.

Man did not weave the web of life: he is merely a strand in it.

Whatever he does to the web, he does to himself.

Even the white man, whose God walks and talks with him as friend to friend, cannot be exempt from the common destiny.

We may be brothers after all.

We shall see.

One thing we know, which the white man may one day discover, our God is the same God. You may think now that you own Him as you wish to own our land; but you cannot. He is the God of man, and His compassion is equal for the red man and the white.

This earth is precious to Him, and to harm the earth is to heap contempt on its Creator.

The whites too shall pass; perhaps sooner than all other tribes. Contaminate your bed, and you will one night suffocate in your own waste.

But in your perishing you will shine brightly, fired by the strength of God who brought you to this land and for some special purpose gave you dominion over this land and over the red man.

That destiny is a mystery to us, for we do not understand when the buffalo are all slaughtered, the wild horses are tamed, the secret corners of the forest heavy with scent of many men, and the view of the ripe hills blotted by talking wires.

Where is the thicket? Gone. Where is the eagle? Gone. The end of living and the beginning of survival.

But we are savages… and we don’t understand”.


This is his answer, beautiful and shining, just like it should be also his mind and his body, agile and nimble at same sound. His heart should be warm and sensitive as well. One example for everyone of us.

Marco

http://www.repubblica.it/2007/05/sezioni/cronaca/cornacchie-roma/cornacchie-roma/cornacchie-roma.html


http://www.halcyon.com/arborhts/chiefsea.html

http://www.synaptic.bc.ca/ejournal/wslibrry.htm

3 comments:

nunzia.concas.@tiscali.it said...

Grazie x le belle parole che trovo sempre sul mio blog,e per i bei post che scrivi!!!quello di oggi è meraviglioso,emozionante la risposta del pellerossa noi dovremmo fermarci di più su ciò che aveva risposto,io penso che l'amore x la terra e la natura che hanno gli indiani ,noi ce la sognamo!!!a proposito delle cornacchie a ROMA ,da noi c'è il problema dei merli che mi stanno facendo impazzire perchè arrivano in quantità esagerate direttamente sull'erbetta che è appena nata nelle aiuole del giardino e fanno piazza pulita.Ho chiesto aiuto al consorzio che mi ha consigliato di mettere dello zolfo il cui odore a loro non piace,funziona ma quando piove va via tutto con l'acqua !!!!notte Marco !!

aradia - il pane e le rose said...

Ho letto la notizia! Anche i piccioni sono diventati molto "invadenti". Comunque, il problema è e resta la monnezza. Siamo sommersi....

Dio attraente said...

Ciao Marco infiniti auguri, a prestissimo!!!
Tania